Dia | logo: rubrica settimanale di grafica -> Cafebabel

16 05 2008

Cafebabel, rivista europea internettiana, si è rifatta il trucco: è on line da una settimana con una nuova veste grafica, maggiore partecipazione degli utenti,  tag, blog e web 2.0 come se piovesse.

A sinistra gli articoli e i dossier scritti dalla redazione e a destra i commenti e gli interventi degli utenti. Bei colori, layout ordinato e funzionale.
Segnalo lo speciale sull’Eurogenerazione (meglio conosciuta come Eurogeneration) e l’intervista a Craig  David.

Buona visione e buona lettura multilingue.

++ Cafebabel ++

cafebabel




Dimmi che amico hai, ti dirò che Erasmus sei

15 05 2008

Leggo, questa volta in spagnolo, un vecchio articolo su REDES, Rivista spagnola per l’analisi delle reti sociali, di Ainhoa de Federico de la Rúa che sembra scritto ieri (ma anche oggi): La dinámica de las redes de amistad. La elección de amigos en el programa Erasmus (La dinamica delle reti di amicizia. La scelta degli amici durante il programma Erasmus).

Come si formano le amicizie? In primo luogo le persone amano avere amici ed è logico: gli amici sono una fonte importante d’identità, sanno ‘chi siamo realmente’ e ci accettano così come siamo. Poi rendono la nostra vita più piacevole e più facile: condividono le nostre idee e le nostre passioni, ci aiutano nei piccoli problemi quotidiani e durante i momenti di crisi esistenziale. Però le amicizie, per quanto magiche, speciali e personali possano sembrare, si formano in contesti sociali e sono soggette a norme e modelli specifici…”.

Dopo una piacevole introduzione sull’amicizia si passa all’analisi delle reti di conoscenti e amici costruite da 103 studenti Erasmus, provenienti da 10 paesi differenti, nell’università di Lille (anno 1995: un secolo fa, è il caso di dirlo).

Conclusioni? Gli Erasmus preferiscono gli Erasmus: tra gli amici più stretti raramente figurano studenti locali, essendo l’elemento di alterità (essere stranieri) prevalente rispetto a qualsiasi altro fattore. Suggerimento pratico dell’autrice: sistemare gli Erasmus in residenze studentesche e/o appartamenti (anche) con gli autoctoni. Sono perfettamente d’accordo.

Ma dov’era tutto questo materiale quando mi serviva per la tesi? Misteri della documentazione e di Internet.

++ La dinámica de las redes de amistad. La elección de amigos en el programa Erasmus su REDES ++




Erasmus? Un po’ Pinocchio e un po’ Pigmalione

15 05 2008

Leggo, in francese,  grazie all’OVE (L’Osservatorio nazionale della vita studentesca) la tesi di dottorato in Scienze dell’educazione di Vassiliki Papatsiba, Le séjour d’études à l’étranger: formation, expérience. Analyse des rapports d’étudiants français ayant bénéficié du programme Erasmus (Il soggiorno di studio all’estero: formazione, esperienza. Analisi di alcuni rapporti di studenti francesi che hanno partecipato al programma Erasmus).

Mettetevi comodi perchè qui, oltre il titolo, anche il testo è lungo: 458 pagine, niente riassunto in italiano e nemmeno in inglese (’la grandeur de la France’…).

A parte gli scherzi, il testo è molto interessante ed è diviso in 4 parti:

  1. Insegnamento superiore, mobilità studentesca e rapporti di fine soggiorno
  2. Interpretare i testi: costruzione di un metodo
  3. Il soggiorno Erasmus: tra esteriorità e interiorità
  4. Il soggiorno Erasmus: tra esperienza e scrittura

I rapporti di fine soggiorno sono le relazioni scritte da 80 studenti francesi ad esperienza conclusa: 800 pagine analizzate dal buon Vassiliki per concludere che “gli studenti Erasmus incarnano in maniera esemplare le contraddizioni [...] della gioventù contemporanea: portatrice di tendenze d’omologazione da un lato e di spinte avventurose dall’altro: Pigmalione e [...] Pinocchio.”

++ Le séjour d’études à l’étranger: formation, expérience di Vassiliki Papatsiba (in pdf) ++




Il progetto Erasmus: significato e sviluppo del programma europeo

15 05 2008

Leggo su Cosmopolis un interessante intervento sul progetto Erasmus: “Il programma Erasmus: significati e sviluppi” di Luca Raffini e Luca Alteri.

Se andate di fretta saltate il paragrafo iniziale e andate direttamente alla sezione “L’Erasmus in Italia”, dove gli autori analizzano i flussi degli studenti in partenza e in arrivo dai paesi europei più grandi arrivando alla conclusione (prevedibile?) di un’Europa a due velocità: paesi centrali nella geografia dei flussi Erasmus (Francia, Germania e Spagna) e paesi periferici (Inghilterra e Italia).

In particolare l’Italia è il paese che ha il più forte squilibrio nell’invio e ricezione di studenti Erasmus e la nazione che perde rapidamente prestigio e “appeal” nei confronti dei giovani studenti europei. Il problema non è solo turistico, come sostengono - preoccupati - gli autori, ma antropologico: può l’Italia, storicamente in prima linea con Francia e Germania per la costruzione dell’UE, farsi superare dalla Spagna andando ad affiancare gli inglesi, i più euroscettici del vecchio continente?

Direi che è il caso di preoccuparsi. Facendo della facile ironia, ma veramente facile, oserei dire: rialzati università! Prima che sia troppo tardi.

++ Il programma Erasmus: significati e sviluppi su Cosmopolis ++




Dia | logo: rubrica settimanale di grafica -> Logo Design Trends 2008

9 05 2008

Siete in crisi d’ispirazione? Vi siete distratti e avete perso le ultime tendenze della grafica? Niente paura, almeno per il logo, ci pensa la LogoOrange, che in un interessante articolo riassume le 10 tendenze più glamour nella creazione di loghi: Logo Design Trends 2008.

++ Logo Design Trends 2008 ++

logo design trends 2008




Sorpresa: l’Erasmus non è il più amato dagli studenti (forse)

6 05 2008

C’è un alone mistico che circonda il progetto Erasmus, almeno quando ne parlano gli studenti. A sentir loro l’Erasmus andrebbe esteso all’umanità intera per i benefici che è in grado di apportare a qualsiasi essere umano.

Mi giunge segnalazione da ierasmus.com che non è proprio così, almeno per gli studiosi. Lo sostiene più precisamente Magali Ballatore, nella sua tesi di dottorato in sociologia L’esperienza della mobilità degli studenti Erasmus: le diseguaglianze di un programma di scambio (in francese L’expérience de mobilité des étudiants Erasmus : les usages inégalitaires d’un programme d’échange).

Analizzando studenti, tutor e personale amministrativo degli uffici Erasmus delle università di Torino, Bristol e Provenza la ricercatrice collega l’esperienza (minoritaria: partecipa al programma l’1% della popolazione studentesca) con la situazione sociale e culturale di partenza degli studenti e, più in generale, con i flussi migratori europei, concludendo che la riuscita (o il fallimento) degli scambi dipende in gran parte dalla volontà del singolo individuo, dal sistema culturale e familiare di appartenenza e dalle sue capacità di valorizzare l’esperienza di studio all’estero una volta conclusa.

Se vi piace leggere in francese, la tesi si può consultare per intero in pdf (son 400 pagine, con un ampio riassunto finale in italiano).

++ La notizia su ierasmus.com (in francese) ++
++ La tesi di dottorato su Erasmus (in francese, in un pdf da 2,68 MB) ++




Quest’estate arrivano i guru: il web a portata di città

6 05 2008

Mi è arrivata segnalazione virtuale di un evento reale: Arrivano i guru, ovvero un tour in 8 città italiane che porterà a spasso per la penisola esperti di web, immagini digitali, design…

Se non vi bastano libri e corsi multimediali e preferite il caro vecchio contatto diretto alla virtualità del digitale questa è l’occasione che fa per voi.

L’evento, totalmente gratuito, si svolgerà di venerdì o sabato mattina a partire dal 14 giugno: intervengono 4 Adobe|Guru, Claudio Marconato, Marianna Santoni, Tiziano Fruet e Davide Vasta nelle città di Napoli, Bari, Roma, Catania, Torino e Udine, con la partecipazione speciale nelle tappe di Milano e Bologna di Mauro Boscarol.

Vi rimando al sito per maggiori informazioni.

++ Arrivano i guru ++

arrivano i guru




Dia | logo: rubrica settimanale di grafica -> Italian Web Design

6 05 2008

Segnalo una nuova community dedicata a chi vuol fare il web designer o semplicemente curiosare un po’ nel variegato mondo dei disegnatori internettiani: Italian Web Design, tutto maiuscolo, d’altra parte il titolo è in inglese.

Si parla di css, (x)html, ajax, annunci di lavoro, ottimizzazione, sviluppo… insomma un bel posticino. Grafica curata (forse un po’ troppo ‘grigia’ per i miei gusti), piattaforma wordpress e 6 autori a scrivere praticamente tutti i giorni. Ma bravi!

++ Italian Web Design ++

italian web design




Mi trattiene l’acqua: la pioggia che cade col suo cielo

1 05 2008

la pioggia che cade col suo cielo

Me detiene al agua: la lluvia que se cae con su cielo.

Mi trattiene l’acqua: la pioggia che cade col suo cielo.




Dia | logo: rubrica settimanale di grafica -> Tafter

24 04 2008

Questa settimana vi segnalo Tafter, una rivista on-line che si occupa dell’economia della cultura.

“Attraverso articoli, interviste e approfondimenti, analizzeremo tutti gli anelli del sistema cultura: dai creativi agli organizzatori, dalla progettazione al management, dai modelli economici a quelli promozionali. Senza trascurare gli spazi, urbani e naturali, le architetture, i fattori urbanistici, le politiche aziendali, gli aspetti normativi, le tendenze e le possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche”.

Sembra una cosa barbosa ma non lo è: news, podcast, calendario degli eventi, opportunità (bandi, concorsi, offerte di lavoro) rendono il sito agile e di facile consultazione.
Grafica sobria e funzionale, è utile tenerlo tra i preferiti.

++ Tafter ++

tafter cultura e sviluppo




Intervista a Davide Faraldi, autore di Generazione Erasmus

23 04 2008

Oggi, 23 aprile 2008, è la giornata mondiale del libro. Sia Shakespeare che Cervantes morirono quest’(in)fausto giorno. Se siete a Madrid e comprate un libro vi regalano una rosa.

Siccome siamo in rete e ci risulta scomodo regalare rose ai lettori, celebriamo la ricorrenza intervistando Davide Faraldi, autore di Generazione Erasmus (e adesso cosa fai?), pubblicato da Aliberti.

Cominciamo dalle curiosità personali: quando, come e dove ti sei imbattuto per la prima volta nel progetto Erasmus?
Nel 1998, a Nizza, dove studiavo. Ero al primo anno di università e ho incontrato dei ragazzi italiani che stavano vivendo questa esperienza. Lì è cambiata la mia vita. Personalmente non sono mai stato un Erasmus ufficiale, nel senso che non ho mai avuto una borsa di studio per andare all’estero, ma durante la ricerca tesi per la laurea a Genova ho potuto trascorrere 9 mesi a Southampton nel 2003 come visitor (Erasmus senza borsa). In ogni caso durante tutto il percorso di studi ho frequentato gli erasmus che venivano a Nizza o che son stati a Southampton, ecco perché penso di conoscerli un po’…

Come definiresti l’esperienza dell’Erasmus?
Incredibile, formativa, educativa. Spesso quando si parla di Erasmus si parla solo di feste e divertimenti: sbagliatissimo! Non dico che non ci siano, anzi! Ma l’Erasmus è favoloso perché permette di crescere: ci si ritrova lontani da casa senza amici, senza famiglia, senza sapere di chi ci si possa fidare, senza un passato! E poi lingua nuova, posti nuovi, culture diverse… si scoprono i valori della solidarietà, della comunione, dell’amicizia, dell’interculturalità. E’ per quello che la ritengo fondamentale per la crescita di un giovane, ma a chi non se la sentisse consiglio almeno di andare a studiare fuori sede.
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Libri sull’Erasmus: arriviamo a quota 3 con “Generazione Erasmus”

21 04 2008

Sembra che gli Erasmus si stiano pian piano convertendo in romanzieri. L’ultimo libro di un ex Erasmus sull’Erasmus è edito da Aliberti: Generazione Erasmus (e adesso cosa fai?) di Davide Faraldi.

Siamo a quota 3 libri (italiani) sul progetto più amato dagli studenti, abbiamo già parlato degli altri 2. Ci dobbiamo preoccupare?

Stefano ha ventisei anni, è appena tornato da uno dei viaggi che gli hanno permesso di girare l’Europa. Ha finito di studiare, non ha un lavoro, non ha una donna, non ha un luogo che possa chiamare casa. Ha solo questa domanda fissa in testa: «E adesso cosa fai?», la domanda che tutti gli rivolgono, e a cui lui non sa cosa rispondere. Comincia così a ripercorrere la sua vita: gli entusiasmanti anni universitari di Nizza, la scoperta dell’Erasmus e della Generazione E, le donne e gli amici che lo hanno accompagnato nella sua crescita, le difficoltà al suo ingresso nel mondo del lavoro.




Dia | logo: rubrica settimanale di grafica -> Adobe Progetto Scuola

18 04 2008

Ieri mi è arrivata la segnalazione di un’iniziativa interessante di adobe (quella del flash e dell’acrobat, fra le altre cose): il Progetto Scuola.

Adobe Progetto Scuola è un superlaboratorio destinato a studenti e insegnanti.
Per accedere al copioso materiale disponibile (seminari, tutorial, concorsi, trucchi sulla comunicazione digitale) è necessaria la registrazione gratuita.

Che dire? Ottima cosa e il sito è meno ‘flescioso’ del solito. Si spera che gli insegnanti accorrano numerosi.
Buono studio.

++ Adobe Progetto Scuola ++

adobe progetto scuola




Una definizione del web 3.0: la normalizzazione della rete?

17 04 2008

Post lungo, me ne scuso in anticipo ma concludiamo il discorso sul web 3.0.
Mentre tutti si scervellano sui risultati sorprendenti (?) delle ultime elezioni, cerco inutilmente in rete una definizione convincente del web 3.0 (o meglio, a prescindere dal numeretto, una definizione valida sui possibili sviluppi della rete). Niente da fare, ancora non è spuntato l’antropologo capace di spiegare il concetto in 5 minuti o in poche righe. Facciamo il punto della situazione e poi proviamo a dare una definizione meno contorta.

L’attenzione degli esperti (o presunti tali) si concentra su 3 punti: lo spazio, il pensiero, il linguaggio.
Lo spazio, ovvero l’evoluzione verso il 3D della rete: un mondo tridimensionale dove vivere e lavorare “normalmente”.
Il pensiero, ovvero la capacità di interagire con la rete in modo umano: il web ci capirà grazie all’intelligenza artificiale (data mining) e deducendo modelli di comportamento dai social network.
Il linguaggio, ovvero la possibilità di parlare con tutti (e con ‘tutto’): ai dati (xml) saranno associate informazioni - metadati - (rdf) rappresentate tramite linguaggi ’semantici’ (ontologie), in modo che l’interrogazione, l’interpretazione e l’elaborazione delle informazioni sia più semplice e più umana (web semantico).
Passando dalla rete dei computer (web 1.0) - attraverso quella delle persone (web 2.0) - alla rete delle cose (web 3.0).

Ma che cosa vuol dire? Che, come tutte le invenzioni di successo che si rispettino, anche il web va verso una normalizzazione (in rete gira più spesso il termine ‘personalizzazione‘): le tecnologie sviluppate negli ultimi anni (e le innovazioni future) permetteranno ad ogni essere umano di fare col web ciò che più gli aggrada. Parlo di ‘esseri umani’ e non di utenti perchè la semplificazione della tecnologia richiederà sempre meno conoscenze tecniche (sarà sufficiente un’alfabetizzazione informatica di base) e usare la rete sarà facile come leggere un giornale.

Bisognerà ’solo’ riconsiderare alcune categorie concettuali che sono già oggetto di ridefinizione: locale vs globale, pubblico vs privato, lavoro vs svago, verticale vs orizzontale, reale vs virtuale, singolo vs gruppo, partecipazione vs fruizione passiva…
E risolvere il problema sempre più evidente del digital divide, garantendo un accesso equo alle tecnologie e alle conoscenze.

mappa del web 1.0

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Come funziona il web 2.0: la macchina siamo noi e gradi di partecipazione

15 04 2008

Proseguiamo il discorso iniziato con la mappa del web 2.0 e ripreso spiegando le modalità di navigazione in rete, in attesa di una definizione più precisa del web 3.0.

Ho ripescato dalla pagina dei preferiti di youtube questo esauriente video sul funzionamento del web 2.0: “La macchina siamo noi/la macchina ci sta usando” di un giovane assistente di antropologia culturale (e poi criticano le scienze molli).


Concludo il discorso sul web 2.0 accennando alla regola “1-9-90″ che considera gli utenti come:

  1. Lettori (Lurkers): fruitori passivi, ovvero coloro che utilizzano i contenuti del sito senza apportare alcun contributo. Non si tratta necessariamente di lettori occasionali, potrebbero essere anche frequentatoriabituali.
  2. Autori occasionali: persone che oltre a usufruire dei contenuti, hanno talvolta contribuito per integrare o aggiungere qualche informazione o commento.
  3. Autori attivi: sono i maggiori produttori dei contenuti del sito web, partecipano con una frequenza elevata talvolta investendo anche molto tempo.

Il principio dell’ “1-9-90″ così divide le diverse categorie di utenti:
• 1% autori attivi,
• 9% autori occasionali,
• 90% lettori.

Adesso che abbiamo finalmente capito il web 2.0 possiamo passare al web 3.0, come al solito nella prossima puntata.