I Pillolibri: soluzioni in pillole per chi ha poco tempo

16 10 2009

La collana Pillolibri (di cui avevamo parlato tempo fa con Leggere ti fa venire il mal di testa? Prova i Pillolibri), si allarga ma non si allunga, rimanendo fedele al formato compatto dedicato a risolvere i problemi grandi e piccoli di chi si occupa di comunicazione o vuole saperne di più di grafica, video, programmazione, servizi on-line, marketing e sicurezza.

A Davide Vasta si aggiungono come autori degli e-book (disponibili in pdf e cartaceo) Gaspare Grammatico, Fabio Bernardi e Magda Paolillo. Più un sito nuovo nuovo, tutto dedicato alla collana: www.pillolibri.it.

Come ben sa la cara vecchia google, gli e-book sono ormai una solida realtà editoriale. E il buon Davide ha fatto scuola.

++ Pillolibri ++

pillolibri_vasta





Breathe Gentle, la versione inglese di Indietro. Dedicata a Vincenzo

7 09 2009

Il nostro idolo, Tiziano Ferro, Tizzy per le fan, non contento di farci scervellare sul probabile (o improbabile) significato delle sue canzoni ha pensato di aumentare il grado di difficoltà d’interpretazione dei suoi testi.

Primo: ha tradotto Indietro in inglese (e non vi dico cosa diventano i versi  ‘Ricevo il tuo contrordine speciale. / Nemico della logica morale. / Opposto della fisica normale). Secondo: ha deciso di pronunciare la lingua del Bardo come se abitasse ancora a Latina e non – udite, udite – a Londra. Si vede che la full immersion in Inghilterra non serve a molto.

Vi invito a sentire il ritornello: quel ‘breathe gentle, be gentle trasformatosi in un più mediterraneo ‘Vincenzo, Vincenzo’.

Però, in fondo, gli vogliamo bene. A Tiziano e a Vincenzo in egual misura.





Leggere ti fa venire il mal di testa? Prova i Pillolibri!

16 11 2008

I Pillolibri sono l’antidoto ai supermanuali che tanto vanno di moda nel mondo informatico (e non solo). Permettono di salvare qualche migliaio di alberi e non aumentano la vostra miopia.
I Pillolibri sono una collana di libri estremamente compatti (da  10 a 40 pagine al massimo), disponibili, sia in cartaceo, sia in download (ad un prezzo estremamente contenuto).

I primi 5 Pillolibri sono dedicati ai seguenti argomenti:

  • Creare oggetti 3D con Illustrator
  • Fotografia: le basi
  • Progettare un marchio
  • Home Banking con Bancoposta
  • Immagini VR con Cubic Converter

L’idea è di Davide Vasta, maggiori informazioni le trovate sul suo sito:
http://www.davidevasta.biz/pubblicazioni_libri.html

pillolibri




Andrea Pazienza | Santi Numi

1 08 2008

Andrea Pazienza faceva dire ai suoi personaggi una ventina d’anni fa:

- C’è qui un portavoce di quel gruppo di INDIANI, pare abbia delle lagnanze da fare… si chiama SANTI NUMI

- Lagnanze?! Santi Numii?!

- Ascoltami, SANTI NUMI, la città di Philadelphia vi fornisce di vitto e alloggio e questo, credetemi, è già tanto. Ci sono studenti BIANCHI che non hanno di queste fortune… e poi, è solo una questione di termini, lessicale direi… voi mi dite di un processo di emarginazione in atto nei vostri confronti da parte della popolazione. Ma io credo voi travisiate ciò che è un normale, iniziale spaesamento con le connesse inevitabili piccole difficoltà ad ambientarvi… e ancora… che i prezzi qui in città sono paurosamente alti… BEH, cari, cari ragazzi, siete qui per studiare, no? Quindi dateci dentro! Vitto e alloggio li avete, ai divertimenti penserete una volta finita la scuola… a divertirsi c’è sempre tempo, prima il piac… prima il dovere e poi, nel caso, il piacere… etc… del resto, la parola d’ordine oggi è: SACRIFICI!… Tutti si fanno i sacrifici… ah! Il Paese attraversa una brutta crisi e bla BLA bla bla bla BLA BLA bla bla bla bla bla bla bla…

andrea pazienza santi numi






EuropeME intervista Lorenzo Moroni, autore di Generazione Erasmus

13 06 2008

Inauguriamo ufficialmente EuropeME con una lunga intervista a Lorenzo Moroni, autore di Generazione Erasmus.

++ Leggi l’intervista a Lorenzo Moroni su EuropeME ++





de donde salen las pesadillas primaverales

21 05 2008

escena 1: madrid.
calles anchas y metro nuevo.
espacio ya no es espacio, por fuera parece una libreria. se llama ‘caravanserraglio’. es verano.
chicos esperan fuera, sentandos, jugando a la playstation. estan a la espera del secundo espectaculo teatral: dentro no cabe nadie mas.
en el medio de la plaza una bicicleta de plata retorcida, come si fuera una escultura de botero, pero muy delgadita.

escena 2: roma.
cruzo una calle y me encuentro en roma, en la plaza del quirinale.
parada militar, uniformes, musica solemne, muy poca gente a parte los militares.
dos helicopteros precipitan enseguida, nadie parece darse cuenta.
siguo andando, cruzo otra vez la misma calle.

escena 3: india.
un dromedario dentro un coche me anuncia que, volviendo atras, he acabado en la india.
cielo amarillo y gris, lluvioso aunque no llueva.
la plaza llena de miserables intentos a comprar poco y nada en un mercado mas pobre y miserable que ellos.
tres muyeres desenvuelven el turbante de otra compañera, sacan una culebra enredada en su pelo y la echan al suelo.
una niña me lleva a su casa: un tugurio donde estan durmiendo 3 hombres. me hace subir las escaleras hasta su cuarto.
su cuarto es un escalon de un metro escaso, cubierto por una manta. me dice de sentarme.
despierto.

que ora es? son las 11 en mi sueño.
las 6 de la mañana en mi cama.

me pregunto de donde salen las pesadillas primaverales.
sobretodo cuando fuera es mayo, y todavia llueve.

pesadillas madrid





Dimmi che amico hai, ti dirò che Erasmus sei

15 05 2008

Leggo, questa volta in spagnolo, un vecchio articolo su REDES, Rivista spagnola per l’analisi delle reti sociali, di Ainhoa de Federico de la Rúa che sembra scritto ieri (ma anche oggi): La dinámica de las redes de amistad. La elección de amigos en el programa Erasmus (La dinamica delle reti di amicizia. La scelta degli amici durante il programma Erasmus).

Come si formano le amicizie? In primo luogo le persone amano avere amici ed è logico: gli amici sono una fonte importante d’identità, sanno ‘chi siamo realmente’ e ci accettano così come siamo. Poi rendono la nostra vita più piacevole e più facile: condividono le nostre idee e le nostre passioni, ci aiutano nei piccoli problemi quotidiani e durante i momenti di crisi esistenziale. Però le amicizie, per quanto magiche, speciali e personali possano sembrare, si formano in contesti sociali e sono soggette a norme e modelli specifici…”.

Dopo una piacevole introduzione sull’amicizia si passa all’analisi delle reti di conoscenti e amici costruite da 103 studenti Erasmus, provenienti da 10 paesi differenti, nell’università di Lille (anno 1995: un secolo fa, è il caso di dirlo).

Conclusioni? Gli Erasmus preferiscono gli Erasmus: tra gli amici più stretti raramente figurano studenti locali, essendo l’elemento di alterità (essere stranieri) prevalente rispetto a qualsiasi altro fattore. Suggerimento pratico dell’autrice: sistemare gli Erasmus in residenze studentesche e/o appartamenti (anche) con gli autoctoni. Sono perfettamente d’accordo.

Ma dov’era tutto questo materiale quando mi serviva per la tesi? Misteri della documentazione e di Internet.

++ La dinámica de las redes de amistad. La elección de amigos en el programa Erasmus su REDES ++





Erasmus? Un po’ Pinocchio e un po’ Pigmalione

15 05 2008

Leggo, in francese,  grazie all’OVE (L’Osservatorio nazionale della vita studentesca) la tesi di dottorato in Scienze dell’educazione di Vassiliki Papatsiba, Le séjour d’études à l’étranger: formation, expérience. Analyse des rapports d’étudiants français ayant bénéficié du programme Erasmus (Il soggiorno di studio all’estero: formazione, esperienza. Analisi di alcuni rapporti di studenti francesi che hanno partecipato al programma Erasmus).

Mettetevi comodi perchè qui, oltre il titolo, anche il testo è lungo: 458 pagine, niente riassunto in italiano e nemmeno in inglese (‘la grandeur de la France’…).

A parte gli scherzi, il testo è molto interessante ed è diviso in 4 parti:

  1. Insegnamento superiore, mobilità studentesca e rapporti di fine soggiorno
  2. Interpretare i testi: costruzione di un metodo
  3. Il soggiorno Erasmus: tra esteriorità e interiorità
  4. Il soggiorno Erasmus: tra esperienza e scrittura

I rapporti di fine soggiorno sono le relazioni scritte da 80 studenti francesi ad esperienza conclusa: 800 pagine analizzate dal buon Vassiliki per concludere che “gli studenti Erasmus incarnano in maniera esemplare le contraddizioni [...] della gioventù contemporanea: portatrice di tendenze d’omologazione da un lato e di spinte avventurose dall’altro: Pigmalione e [...] Pinocchio.”

++ Le séjour d’études à l’étranger: formation, expérience di Vassiliki Papatsiba (in pdf) ++





Il progetto Erasmus: significato e sviluppo del programma europeo

15 05 2008

Leggo su Cosmopolis un interessante intervento sul progetto Erasmus: “Il programma Erasmus: significati e sviluppi” di Luca Raffini e Luca Alteri.

Se andate di fretta saltate il paragrafo iniziale e andate direttamente alla sezione “L’Erasmus in Italia”, dove gli autori analizzano i flussi degli studenti in partenza e in arrivo dai paesi europei più grandi arrivando alla conclusione (prevedibile?) di un’Europa a due velocità: paesi centrali nella geografia dei flussi Erasmus (Francia, Germania e Spagna) e paesi periferici (Inghilterra e Italia).

In particolare l’Italia è il paese che ha il più forte squilibrio nell’invio e ricezione di studenti Erasmus e la nazione che perde rapidamente prestigio e “appeal” nei confronti dei giovani studenti europei. Il problema non è solo turistico, come sostengono – preoccupati – gli autori, ma antropologico: può l’Italia, storicamente in prima linea con Francia e Germania per la costruzione dell’UE, farsi superare dalla Spagna andando ad affiancare gli inglesi, i più euroscettici del vecchio continente?

Direi che è il caso di preoccuparsi. Facendo della facile ironia, ma veramente facile, oserei dire: rialzati università! Prima che sia troppo tardi.

++ Il programma Erasmus: significati e sviluppi su Cosmopolis ++





Mi trattiene l’acqua: la pioggia che cade col suo cielo

1 05 2008

la pioggia che cade col suo cielo

Me detiene al agua: la lluvia que se cae con su cielo.

Mi trattiene l’acqua: la pioggia che cade col suo cielo.





Intervista a Davide Faraldi, autore di Generazione Erasmus

23 04 2008

Oggi, 23 aprile 2008, è la giornata mondiale del libro. Sia Shakespeare che Cervantes morirono quest’(in)fausto giorno. Se siete a Madrid e comprate un libro vi regalano una rosa.

Siccome siamo in rete e ci risulta scomodo regalare rose ai lettori, celebriamo la ricorrenza intervistando Davide Faraldi, autore di Generazione Erasmus (e adesso cosa fai?), pubblicato da Aliberti.

Cominciamo dalle curiosità personali: quando, come e dove ti sei imbattuto per la prima volta nel progetto Erasmus?
Nel 1998, a Nizza, dove studiavo. Ero al primo anno di università e ho incontrato dei ragazzi italiani che stavano vivendo questa esperienza. Lì è cambiata la mia vita. Personalmente non sono mai stato un Erasmus ufficiale, nel senso che non ho mai avuto una borsa di studio per andare all’estero, ma durante la ricerca tesi per la laurea a Genova ho potuto trascorrere 9 mesi a Southampton nel 2003 come visitor (Erasmus senza borsa). In ogni caso durante tutto il percorso di studi ho frequentato gli erasmus che venivano a Nizza o che son stati a Southampton, ecco perché penso di conoscerli un po’…

Come definiresti l’esperienza dell’Erasmus?
Incredibile, formativa, educativa. Spesso quando si parla di Erasmus si parla solo di feste e divertimenti: sbagliatissimo! Non dico che non ci siano, anzi! Ma l’Erasmus è favoloso perché permette di crescere: ci si ritrova lontani da casa senza amici, senza famiglia, senza sapere di chi ci si possa fidare, senza un passato! E poi lingua nuova, posti nuovi, culture diverse… si scoprono i valori della solidarietà, della comunione, dell’amicizia, dell’interculturalità. E’ per quello che la ritengo fondamentale per la crescita di un giovane, ma a chi non se la sentisse consiglio almeno di andare a studiare fuori sede.
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Libri sull’Erasmus: arriviamo a quota 3 con “Generazione Erasmus”

21 04 2008

Sembra che gli Erasmus si stiano pian piano convertendo in romanzieri. L’ultimo libro di un ex Erasmus sull’Erasmus è edito da Aliberti: Generazione Erasmus (e adesso cosa fai?) di Davide Faraldi.

Siamo a quota 3 libri (italiani) sul progetto più amato dagli studenti, abbiamo già parlato degli altri 2. Ci dobbiamo preoccupare?

Stefano ha ventisei anni, è appena tornato da uno dei viaggi che gli hanno permesso di girare l’Europa. Ha finito di studiare, non ha un lavoro, non ha una donna, non ha un luogo che possa chiamare casa. Ha solo questa domanda fissa in testa: «E adesso cosa fai?», la domanda che tutti gli rivolgono, e a cui lui non sa cosa rispondere. Comincia così a ripercorrere la sua vita: gli entusiasmanti anni universitari di Nizza, la scoperta dell’Erasmus e della Generazione E, le donne e gli amici che lo hanno accompagnato nella sua crescita, le difficoltà al suo ingresso nel mondo del lavoro.





L’inchiesta di Studenti magazine sull’Erasmus: la parola all’Eurogeneration

10 03 2008
Sul numero di marzo di Studenti magazine, il mensile cartaceo di studenti.it, c’è un’inchiesta interessante: Eurogeneration. Tutte le strade portano in Italia? Parola agli studenti Erasmus nel nostro paese. Nel dossier si delinea un ritratto dell’Italia vista (male) dagli studenti Erasmus ospiti nel belpaese: carenze organizzative e strutturali delle università, giungla degli affitti, scarsa conoscenza dell’inglese…

Segue intervista al presidente di ESN Italia e un mio breve intervento contro gli stereotipi e le leggende metropolitane che circolano sul progetto Erasmus: il più amato dagli italiani (e non solo), come direbbe la pubblicità.

Buona lettura.

++ Studenti magazine (web) ++
++ L’inchiesta: l’Italia e gli Erasmus (pdf) ++

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L’inchiesta de El Pais sul progetto Erasmus (e il medico che scrisse la ricetta)

27 02 2008
Prima di dare la linea al TG5 (questo articolo è il seguito del precedente), sveliamo l‘autore della ricetta medica che tratta l’Erasmus come un farmaco dalle poderose proprietà curative: la ‘dottoressa’ Elvira Dominguez.E chi è? E’ una giovane spagnola spedita a fare l’Erasmus in Francia che rispondeva nel 2004 all’appello de El Pais rivolto ai lettori per celebrare lo ‘Spirito Erasmus’ in occasione della consegna del premio Principe delle Asturie proprio al progetto Erasmus.

La giornalista autrice dell’inchiesta, Lola Huete Machado, dichiara di aver ricevuto più di 1000 lettere da Erasmus ed ex Erasmus spagnoli (all’epoca erano 170000 gli studenti che avevano partecipato al progetto dal 1987) e riesce a pubblicare sul seguitissimo supplemento della domenica a El Pais, El Pais Semanal, solo alcune missive: quella di Elvira è la seconda.

L’articolo è in spagnolo però merece la pena. Quando leggeremo qualcosa del genere in italiano?

++ El espiritu Erasmus (di Lola Huete Machado, El Pais Semanal, 17/10/2004) ++
++ El espiritu Erasmus (lo mismo pero en pdf) ++





Le proprietà terapeutiche dell’Erasmus: una strana ricetta medica

25 02 2008
Se siete ex Erasmus vi sarà sicuramente arrivata per e-mail questa catena di Sant’Antonio che illustra le proprietà terapeutiche del progetto Erasmus e le sue controindicazioni:

Proprietà: farmaco di riconosciuta efficacia nella prevenzione e trattamento della timidezza, superficialità, nazionalismo, razzismo, sciovinismo e altri mali della società. Composizione: soggiorno in una città dell’UE per continuare gli studi universitari. Indicazioni: favorisce l’apprendimento delle lingue, la socievolezza e l’interesse per la cultura, la tolleranza e il sentimento d’appartenenza all’Europa. Posologia: somministrare almeno una volta nella vita, preferibilmente ai giovani. Presentazione: permanenza da 3 a 12 mesi. Controindicazioni: non descritte. Incompatibilità: la relazione sentimentale nel paese d’origine può essere danneggiata, per cui se ne sconsiglia l’uso simultaneo. Effetti secondari: la lingua madre può subire danni, così come qualsiasi terzo idioma studiato (questi sintomi scompaiono all’abbandono del trattamento); può prodursi aumento di partecipazione a feste, di bocciature, promiscuità, incapacità di vivere di nuovo con i genitori, critica dei costumi del paese d’origine, dipendenza da posta elettronica, moltiplicazione degli abbonamenti a Europa 15, viaggi per l’Europa per far visita agli amici, idealizzazione del medicamento. Precauzioni: in alcuni casi si è osservata dipendenza dal trattamento e depressione all’abbandonarlo; se così è somministrare viaggi periodici nella città Erasmus fino a quando la dipendenza si attenua. Avvertenza: si sono osservati casi di pazienti che si fermano anni nel paese di accoglienza; alcuni definitivamente. Intossicazione: l’intossicazione è rara, dato il suo elevato indice terapeutico. Senza ricetta medica.

Chi è l’autore (o l’autrice) di questo simpatico bugiardino? Ve lo dico oggi o ve lo dico domani?
Faccio come Gerry Scotti al Milionario, mando la pubblicità e vi lascio con un’ansia terribile (!) fino a domattina.




Risorse utili per grafici confusi e (in)felici: Grafici al bivio di Davide Vasta

21 02 2008
E’ in edicola, anzi no in libreria, nemmeno, è in rete (ora sì che ci siamo) il nuovo libro di Davide Vasta: Grafici al bivio edito da lulu.com che è una specie di biblioteca virtuale dove ognuno è libero di pubblicare i suoi scritti, in formato libro (che costa un po’ di più) e, volendo, in formato pdf (di solito è più economico).

Se non sopportate più i dileggi dei colleghi che vi prendono in giro perchè continuate ad usare quel dinosauro di Freehand per fare i vostri disegnucci in vettoriale, questa è l’occasione giusta per passare a Illustrator (con grande gioia di mamma Adobe).

Di Davide ho qualche utile manualetto di web design sugli scaffali, questa volta posso garantire sull’affidabilità di opera e autore.
Che rimanga fra noi: sul portatile continuo ad avere quel nonnetto di Freehand che convive felicemente col giovincello della Creative Suite.

++ Grafici al bivio su lulu.com ++
++ Dadive Vasta ++
++ Illustrator in prova gratuita per 30 giorni ++

grafici al bivio





Sei in piena depressione post Erasmus? Scrivi un libro (ma anche due)

19 02 2008
Girovagando su internet mentre facevo altro (come al solito) mi sono imbattuta in un libro – ma che dico ‘un’ libro: ben due libri – sull’Erasmus. Stupore? Ma anche no.
Pubblicati da case editrici minori – e quindi destinati alle cantine delle librerie più che agli scaffali delle stesse – sono un tentativo (valido?) di esorcizzare la tragica depressione post Erasmus che colpisce i giovani studenti al rientro nelle amate/odiate patrie.

L’occhio dell’Erasmus di Walter Melillo,
dato alle stampe nel lontano 2006 da Editing Edizioni (!) di Treviso e Back for good di Viviana Segantin, uscito da poco per Panda Edizioni (!).
Il primo è ambientato in Spagna e il secondo in Inghilterra; io non li ho letti e quindi non li posso consigliare (ma nemmeno sconsigliare…), però un bel link non si nega a nessuno.

Ps: perchè l’Italia ha tutte ’ste case editrici e un numero di lettori scarsissimo? La spazzatura non è l’unica anomalia italica.