Dia | logo: rubrica settimanale di grafica -> de Chirico in mostra

13 11 2009

Se vi capita di passare da Cava de’ Tirreni (in questi giorni  o fino al 14 febbraio), non perdete la mostra su Giorgio de Chirico, La suggestione del classico.

Il sito dedicato alla mostra è un fulgido esempio di invisibile uso di wordpress per progetti che poco hanno a che vedere con i blog.

Unica pecca è l’uso di flash – in una specie di post-it lampeggiante in home page – assolutamente privo di logica e di nessuna utilità.

Ma nessuno è perfetto.
Buona visita.

++ Giorgio de Chirico. La suggestione del classico ++

mostra de chirico cava





Fabbricare, fabbricare, fabbricare. Preferisco il rumore del mare

30 07 2009

Mi tornano in mente in questi giorni i versi di Dino Campana:
Fabbricare, fabbricare, fabbricare
preferisco il rumore del mare
.

Le condizioni di quella che una volta era ‘acqua azzurra, acqua chiara’ sono di nuovo pessime. Chilometri di spiagge salernitane (e naturalmente casertane e napoletane) con il divieto di balneazione. Emergenza sanitaria, emergenza rifiuti, emergenza turismo. Ma è possibile che ogni anno si ripete la stessa storia? Sono decenni che siamo all’emergenza perenne.

Su AgoraVox c’è un lungo e triste articolo sull’argomento: Le emergenze sospette della Campania. Triste perché oltre alle vacanze, quasi si perde ogni speranza di cambiamento.

Fabbricare, fabbricare, fabbricare: le scorie materiali e morali della camorra – che in questa regione, e non solo, è dappertutto -  mangiano, corrompono, distruggono qualsiasi cosa.

Ci basta sentire il rumore del mare?





Cetara, Amalfitan Coast

24 07 2009

Cetara è famosa dalle mie parti per la colatura d’alici. Chissà all’estero.

cetara_costiera_amalfitana





Trenitalia ti amo 2: la vendetta di Freccia Rossa

23 12 2008

Tra me e Trenitalia (o Ferrovie dello stato o come diavolo si chiama adesso) c’è una bella antipatia, un disamore – corrisposto – di vecchia data: io ne parlo male tutte le volte che posso e lei mi lascia a piedi tutte le volte che può.

Sulla tratta Milano Salerno, almeno quando la faccio io, deve esserci la nuvoletta di Fantozzi, a prescindere dalla stagione.
A giugno il meraviglioso Eurostar 9433 mi aveva mollato in piena campagna laziale, locomotore e aria condizionata in tilt, 3 passeggeri ricoverati in ospedale, turisti stranieri allibiti, ritardo stratosferico.

Decido di convertirmi definitivamente all’aereo. Evito, per scaramanzia, l’Alitalia (non sia mai che mi lasciano a terra durante le vacanze di Natale) e punto sul nuovo aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi, aperto a giugno 2008 e gestito dalla fantomatica GAN. Biglietto del 22 dicembre prenotato con largo anticipo per soli 102 euro. Il 18 dicembre la GAN decide di sospendere i voli, per motivi a me sconosciuti. Nemmeno una telefonata di scuse ai passeggeri ma ben due comunicati stampa sul sito della compagnia contro le magnifiche sorti e progressive. Si sono improvvisamente accorti di essere in Italia: beati loro che pensavano fossimo in Europa da un bel po’.

Costretta dalla necessità – c’è il cenone della vigilia che mi aspetta – mi imbarco sul già mitico Freccia rossa: fulgido esempio di tecnologia all’avanguardia e creatività ‘made in Italy’.
Il genio italico si è così applicato alle patrie rotaie, rivoluzionando il sistema dei trasporti in 3 semplici mosse:

  1. prendete i vecchi e sgangherati Eurostar che somigliano sempre più a un Intercity e riverniciateli con un po’ di rosso: fa tanto ‘è Natale siamo tutti più buoni’;
  2. metteteci su una ‘A’ e una ‘V’ scarabocchiata da uno che ha l’Alzheimer – ormai va di moda: più importante è il marchio e più brutto deve essere il logo -;
  3. aumentate a dismisura i prezzi dei biglietti.

Ecco fatto: la famosa metropolitana d’Italia.

Senonchè la ‘metropolitana’ (il solito treno 9443) è partita alle 15.30 da Milano, in un’ora si è fermata 3 volte, a Piacenza ha abbandonato l’alta velocità in evidente affanno e a Bologna si è definitivamente fermata. Un altro Freccia rossa – vecchio treno, nuova veste – ci ha portato a destinazione: arrivo a Salerno alle 23.45, contro le 21.53 previste.
Conclusione amara e niente affatto natalizia: la solita italietta.





Bottiglie, pomodori e basilico

9 10 2008

In alcune famiglie del sud continua a ripetersi ogni estate la vecchia abitudine di ‘conservare i pomodori’ per l’inverno: si prepara la salsa di pomodoro, a casa, come se si fosse in uno stabilimento – versione ‘pollicino’ – della Barilla. E’ una delle cose più divertenti che abbia mai fatto.

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La spiaggia di San Marco di Castellabate, Agropoli: bandiera blu

26 08 2008

A San Marco di Castellabate (Agropoli) la ’storica’ spiaggia del Pozzillo ha la bandiera blu: ormai quasi tutte le spiagge campane più pulite e protette sono nel Cilento.

L’unica insenatura che conserva la bandierina blu del 2008 è Positano: la ‘divina’ costiera amalfitana soffre le orde di turisti della domenica (e non solo), la scarsa pulizia (monnezza e i soliti disservizi: qualche settimana fa si è rotto un depuratore) e prezzi folli.

Sicchè non fate come Cristo che si è fermato a Eboli ma spostatevi un po’ più a sud: pinne e maschera per godere dei fondali di San Marco (ci sono ancora i ricci) e fichi d’india quando uscite dall’acqua (più fichi ‘tradizionali’, se riuscite a trovarli).

san marco di castellabate

san marco di castellabate - il mare

san marco di castellabate

san marco di castellabate - panorama

san marco di castellabate

san marco di castellabate - il porto

san marco di castellabate

san marco di castellabate - spiaggia del pozzillo

san marco di castellabate

san marco di castellabate - chiesa





La spiaggia di Trentova, Agropoli: bandiera blu per Salerno

14 08 2008

La spiaggia di Trentova, ad Agropoli (Salerno), ha la bandiera blu 2008. Non che il ‘bollino’ importi molto, però è un bel posto, tranquillo (a parte la settimana di ferragosto, ovviamente): mare pulito davanti a voi, more e grilli alle vostre spalle.
Portatevi una maschera per vedere sotto e, per una volta, lasciate a casa l’ipod.

spiaggia di trentova agropoli

spiaggia di trentova agropoli

spiaggia di trentova agropoli

spiaggia di trentova agropoli





(Pasta | Scialatielli ) Frutti di mare ai tre pomodori

31 07 2008

Ingredienti per 6 persone:

  • 200 gr di frutti di mare (vongole, lupini, fasolari), 6 scampi, 6 gamberoni, 1 seppia, 1 calamaro, 2 spicchi d’aglio, pomodori secchi, 3 cucchiai di salsa di pomodoro, 6 pomodorini, 1 peperoncino piccante, mezzo bicchiere di vino bianco, prezzemolo, basilico, timo, olio d’oliva, sale e pepe

[Parentesi: questa è una rielaborazione della famosa ricetta degli scialatielli ai frutti di mare, tipica della costiera amalfitana. Siccome non cucinavo da un po' ho volutamente esagerato, aggiungendo gamberi, scampi, seppie e calamari e la salsa ai pomodori secchi].

Fate friggere in una pentola con un cucchiaio d’olio l’aglio e il peperoncino. Aggiungete tutto ciò che odora di pesce (scampi, gamberi, seppia e calamaro a pezzetti e i frutti di mare, dopo averli fatti ‘aprire’ in una pentola a parte con un po’ d’acqua), il vino e fate cuocere a fuoco ‘vivace’ per pochi minuti.

Unite la salsa di pomodoro, il timo e regolate di sale e pepe. Fate restringere il sughetto (poco, poco, altrimenti il pesce si ’squaglia’).

Preparate la salsa coi pomodori secchi sott’olio: mettete aglio, olio, sale, pepe e prezzemolo in un frullatore (più i pomodori secchi) e – indovinate un po’? -, frullate.

Cuocete e scolate la pasta, meglio se scialatielli (li potete sostituire con spaghetti non troppo sottili o vermicelli). Versatela nel sughetto, aggiungete i pomodorini tagliati a metà e mantecate (cioè girate tutto a fuoco basso).

Mettete un po’ di salsa di pomodori secchi sul piatto da portata, aggiungete la pasta, prezzemolo o basilico per decorare e servite.

Buon appetito.

Ps: le ricette riguardano la preparazione di salse per condire la pasta, più che ricette da gourmet (il francese imperversa in cucina…) sono ricette facili, economiche e veloci consigliate agli studenti fuori sede. Ma siccome sono pure buone le consiglio a tutti.
Quantità di pasta a scelta, da 60 grammi a persona a infinito.

pasta frutti di mare ai tre pomodori






Trenitalia ti amo: cronaca di ordinari disastri

26 06 2008

In alcuni casi la nuda cronaca è più efficace di arzigogolate argomentazioni.

Lunedì 23 giugno 2008, partenza dalla stazione di Milano centrale alle ore 10 in perfetto orario. Sosta a Bologna con qualche minuto di ritardo, a Firenze con 20 minuti di ritardo e a Roma con un altro po’ di ritardo e problemi di aria condizionata. L’ultima fermata è Napoli centrale, l’arrivo è previsto alle 16 e 09.

Ma alle 16 il treno, numero 9433 AV – che sta per Alta Velocità, almeno nelle intenzioni – si ferma a un passo da Cassino, su un ponte in piena campagna. Nessuna comunicazione dal capotreno. Dopo ordinate lamentele ci avvisano che alle 17 arriverà un treno a sostituire il 9433, che si deve essere rotto. In molte carrozze salta definitivamente l’aria condizionata.

Arrivano alla spicciolata una camionetta della polizia che si ferma sul ciglio della strada limitandosi ad armeggiare coi telefonini. Il capotreno chiede se c’è un medico sul treno. L’ambulanza viene chiamata in (colpevole?) ritardo: in 3 si sentono male e vengono trasportati in ospedale.

Passa un ora. Arrivano delle bottigliette d’acqua (poche), la tv e i vigili del fuoco. L’altro treno? No, non arriva. Lamentele non più ordinate, c’è molto caldo, molti anziani e un bel po’ di bambini. Alle 19 arriva il nuovo treno più una quantità industriale e ormai inutile di bottigliette d’acqua. Si arriva alle 21 alla stazione di Napoli, tutte le coincidenze saltate e, francamente, non mi ricordo più se Trenitalia, Ferrovie dello Stato o come si chiama adesso, si sia scusata per l’ormai ordinario ritardo.

Prossima volta a piedi o in aereo. Grazie.





E le nuvole rapirono il sole e inviarono il freddo a chiedere il riscatto

18 02 2008
“E le nuvole rapirono il sole e inviarono il freddo a chiedere il riscatto”.
Il tragico evento è accaduto qualche giorno fa in una ridente cittadina della provincia di Salerno: Cava de’ Tirreni.
Ancora ignoti i moventi all’origine dell’insano gesto. Gli inquirenti non scartano nessuna ipotesi. Increduli i vicini: il cielo non aveva fatto trapelare nessun presagio funesto. Si attendono ulteriori sviluppi.

nuvole sole


(ps: ma perchè i giornalisti scrivono per frasi fatte?)





Il giallo dei limoni negli Ossi di seppia di Montale

4 02 2008

Credo che il clima della riviera ligure favorisca la coltivazione della stessa varietà di limoni presente sulla costiera amalfitana (ne parlavo in quest’altro post).

Direttamente da Ossi di seppia (1920/1927) di Eugenio Montale, uno dei pochi letterati da esportazione del novecento italiano.
I limoni. Sembra scritta ieri.

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.

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I pregiudizi della limonata: lo scontro di civiltà tra noi e loro

31 01 2008
Per limonata intendo la bevanda che si ottiene dai limoni (sempre meglio puntualizzare).Finchè mi sono limitata a lasciare casa mia (e relativo giardino provvisto di ben 4 piante di limoni) per brevi spostamenti e viaggi di piacere ho avuto ben radicate (stiamo parlando di coltivazioni) le seguenti convinzioni:

  1. che esistesse un’unica varietà di albero appartenente al genere Citrus, che dà frutti due volte l’anno;
  2. che i frutti sono di un giallo intenso, con la buccia spessa e di grandi dimensioni;
  3. che le piante di limoni non avessero necessità di cure particolari (concimi) eccezion fatta per una specie di ‘velo’ dalle maglie fitte per proteggere i fiori e i frutti dal gelo invernale.

Quando mi sono trasferita all’estero per periodi più o meno lunghi ho scoperto l’amara realtà: i supermercati vendono limoni ‘rachitici’ come se fosse la cosa più normale di questo mondo. Piccoli, con la buccia sottile, chimicamente trattati e – si suppone – privi della calda copertura invernale.

Dal confronto tra i ‘nostri’ e i ‘loro’ limoni, ‘loro’ perdevano su tutti i fronti:

  • grandi vs piccoli
  • coperti vs scoperti
  • non trattati vs trattati.

Che lezione trarre dall’amaro conflitto? Come direbbero in modo più complicato i sociologi siamo abituati a considerare le altre culture con gli occhi della nostra: i nostri valori, i nostri modi di vivere, le nostre leggi sono ‘naturalmente’ migliori (così come il patrimonio artistico, i prodotti tipici, le squadre di calcio…). Ma lo sono per davvero o solo perchè ci siamo nati e cresciuti in mezzo?

E costituisce un merito nascere col sole della costiera amalfitana, per limoni ed essere umani?

La mia risposta è no: non autorizza a considerare superiore la propria cultura, anche se preferisco bere il limoncello del mio giardino.

limoni
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Quando in Erasmus si mangiavano le fragole. Riflessioni estemporanee sulla monnezza

18 01 2008
Da qualche settimana sono tornata ad occuparmi attivamente dell’Erasmus, unendo una vecchia idea (quella di creare un sito per raccogliere le testimonianze degli ex Erasmus) a un progetto di PlanetErasmus.
Tra pochi giorni dettaglierò a fondo, stiamo definendo le ultime cose.
Mentre scartabellavo tra gli appunti della tesi, vecchie interviste e volumi di antropologia impolverati mi sono tornate in mente (come dice Alex Britti) alcune osservazioni fatte all’epoca – 2005 – che oggi, legate ai fatti delle ultime settimane, acquistano un valore ‘particolare’.

A proposito della percezione di sè e del proprio Paese d’origine annotavo la comprensibile apprensione di mia madre che per tutta la durata dell’Erasmus ha continuato a chiedermi se ad Alicante vendessero fragole, broccoli e arance. Alla mia risposta affermativa ribatteva: ‘Eh, ma non sono come da noi!’
Senz’altro si trattava di frutta e verdura ‘diversa’, buona uguale però.

Adesso chi lo dice agli alicantini e al resto del mondo che la produzione agricola campana è seriamente minacciata dall’incapacità di raccogliere e smaltire i rifiuti?
Anche la spazzatura riflette e comunica un’idea di civiltà, o la sua assoluta mancanza (‘basura es cultura’ direbbero in terra iberica).
Mi toccherà cambiare fruttivendolo?




Salerno: riconoscere le forme

14 01 2008

Quanto devono essere precisi i contorni per permettere al nostro occhio di riconoscere forme familiari?

palma salerno

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Città da amare: luci d’artista a Salerno

2 01 2008

Fino al 31 gennaio 2008 le strade e le piazze di Salerno ospitano l’iniziativa luci d’artista: sono quelle già viste a Torino l’anno scorso (di quelle nuove piemontesi abbiamo già parlato).

Salerno e Torino città dell’arte e della luce. Le due antiche capitali d’Italia danno vita ad un luminoso gemellaggio artistico fortemente voluto dal Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e dal Sindaco di Torino Sergio Chiamparino,’ come dice il sito ufficiale del comune salernitano (l’ufficialità si nota dalle maiuscole, da certa retorica e dalla bruttezza delle foto: ah, la pubblica amministrazione del sud!).

Però le luci sono belle, per fortuna c’è wikipedia.

luci d’artista salerno Leggi il seguito di questo post »