Breathe Gentle, la versione inglese di Indietro. Dedicata a Vincenzo

7 09 2009

Il nostro idolo, Tiziano Ferro, Tizzy per le fan, non contento di farci scervellare sul probabile (o improbabile) significato delle sue canzoni ha pensato di aumentare il grado di difficoltà d’interpretazione dei suoi testi.

Primo: ha tradotto Indietro in inglese (e non vi dico cosa diventano i versi  ‘Ricevo il tuo contrordine speciale. / Nemico della logica morale. / Opposto della fisica normale). Secondo: ha deciso di pronunciare la lingua del Bardo come se abitasse ancora a Latina e non – udite, udite – a Londra. Si vede che la full immersion in Inghilterra non serve a molto.

Vi invito a sentire il ritornello: quel ‘breathe gentle, be gentle trasformatosi in un più mediterraneo ‘Vincenzo, Vincenzo’.

Però, in fondo, gli vogliamo bene. A Tiziano e a Vincenzo in egual misura.





Tiziano Ferro e il significato delle canzoni: la semiotica pop

17 05 2009

Abbiamo già parlato di quanto sia difficile trovare nei testi di Tiziano Ferro un significato letterale facilmente intuibile (leggi il post Ed ero contentissimo, dice Tiziano Ferro. Ma perche’? e le obiezioni che mi hanno mosso i fan di ‘Tizzy’, in modo insolitamente gentile ed educato.)

Ma il nostro Tiziano non si ferma ai testi e gira sovente videoclip altrettanto oscuri. Sicche’ oggi ci esercitiamo con il video di ‘E fuori e’ buio‘, provando ad applicare le care vecchie tecniche semiotiche al video del buon Ferro (tra parentesi: la semiotica è la disciplina che studia i segni e definisce i processi di comunicazione e i sistemi di interpretazione; usarla con prodotto tipico della cultura pop non è meno nobile che applicarla alla Divina Commedia).

Che cosa ci fa vedere il video? Un Tiziano Ferro che gira come un disperato nelle stanze della villa di George Clooney sul lago di Como (o in quella di un vicino altrettanto sborone). Lei non c’e’ piu’, compare solo nelle vecchie foto e nei filmati che ritraggono la coppia felice di un tempo e truccata da Marilyn Manson (da vampira?) nei minuti finali mentre succhia il sangue dal collo del povero Tiziano che, in un momento di lucidita’, esce di casa e si salva: i vampiri, infatti, non sopportano la luce del giorno. Fine.

La trama e’ la solita: lei ha lasciato lui e lui si dispera. Finche’ non realizza che e’ stato un bene: lei lo stava ‘metaforicamente’ uccidendo. La classica storia finita male.

Tutto molto lineare e, anche, piuttosto banale (almeno per chi e’ nato negli anni ottanta e si e’ sorbito qualche film del terrore, il conte Dracula, Thriller di Jacko, il pulp, la saga di Blade, etc, etc…). D’altra parte e’ un segno tipico della cultura pop giocare con gli stereotipi e volgarizzare vecchi miti.

E, allora, qual e’ il problema? Il solito: e’ che il significato del video proprio non lo si capisce (infatti a me, nonostante la semiotica e la ‘pop-culture’ me l’han dovuto spiegare).

Quanto rimpiango i bei film muti di una volta.





Erasmus, ex Erasmus e cose che tornano in mente

16 07 2008

C’è una canzone di Alex Britti, grande chitarrista con la faccia da dinosauro, che sembra scritta da un Erasmus appena tornato da Parigi (ma anche da Oslo, Camerino o Bilbao: piatti tipici a parte).
Si intitola Tornano in mente, chiudeva la mia discussione sulla tesi all’università (non fate commenti sarcastici, please…).

I primi 30 secondi di Tornano in mente da last.fm: http://www.lastfm.it/music/Alex+Britti/_/Tornano+in+mente

Il testo di Tornano in mente:

Parigi era di un bello devastante ed io troppo giovane e testardo,
un fascino accogliente e un pò ammaliante
io ero gia lì, ma ancora distante.

Il grigio che spegneva un pò i colori, l’arte raccontava i suoi dolori
il cibo saporito e coloniale, in mezzo a tanto freddo qualcosa di normale,
i viali coi colori degli artisti e le passeggiate interminabili
momenti a volte belli, a volte tristi sono ancora dentro incancellabili.

E tornano in mente cose di tanti anni fa
ti sembrerà niente però vuol dire che qualcosa ci sta.
Tornano in mente amici di tanto tempo fa
e tutta la gente che ho conosciuto in qualche modo tornerà.
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Tiziano Ferro a Mai dire martedì con la Gialappa’s

26 03 2008

Ieri sera ho scoperto con grande piacere (ridendo molto) che non sono l’unica a non capire le canzoni di Tiziano Ferro.

E’ tornata la Gialappa’s, almeno il martedì
c’è qualcosa da vedere a parte i dibattiti politici: tra un po’ promettono un castello in Baviera a ogni pensionato e un erede della casa reale per ogni precario (già fatto?!?).

Per chi l’avesse perso per fortuna c’è youtube:





I meriti di San Remo: Ben Harper live con Lifeline (+ Jovanotti)

3 03 2008

Uno dei pochi meriti (se non l’unico) dell’ultimo festival di San Remo, fortunatamente conclusosi sabato: aver fatto conoscere Ben Harper a Pippo Baudo.

Stupore: Ben Harper fa musica da ere geologiche (sarà al decimo album o giù di lì), è uno dei migliori chitarristi esistenti e si è pure esibito al Festivalbar qualche annetto fa. Si vede che Pippo si è distratto, comincia ad avere un’età.

Purtroppo Jovanotti interviene con coretti piuttosto fastidiosi, comunque l’esecuzione merita l’ascolto.

++ L’esibizione di Ben Harper a San Remo (dal sito ufficiale di Harper) ++






Dia | logo: rubrica settimanale di grafica –> linea 77 – horror vacui

8 02 2008
Esce oggi – 8 febbraio 2008 – il nuovo album dei linea 77: Horror Vacui.Se siete a Roma o a Milano, rispettivamente il 19 e il 21 febbraio, potete assistere allo show case del nuovo lavoro presentandovi solo col cd, al Circolo degli Artisti a Roma e ai Magazzini Generali a Milano.

La band di Torino – una volta ‘underground’, oggi lanciatissima – ha un ricco sito web e un bel myspace, combinazione rara nel panorama italiano.

Il sito è sviluppato con joomla, cms open source molto efficace e – relativamente – semplice da usare e personalizzare (ne parleremo meglio più avanti in un post ‘apposito’).

Intanto, buona visione e buon ascolto.

++ linea 77 – Horror Vacui ++
++ linea 77 (myspace) ++

linea 77





‘Ed ero contentissimo’ dice Tiziano Ferro. Ma perchè?

23 01 2008
Diciamo subito che, pur non essendo il mio cantante preferito, non ho niente contro Tiziano Ferro. Solo che una volta si scrivevano canzoni con una parvenza – minima – di significato.
Aggiungiamo pure che canticchio volentieri le sue canzoni ma questa Ed ero contentissimo‘ ha un testo che definire paranormale è riduttivo (sul sito ufficiale c’è anche la versione in spagnolo, che è in-comprensibile almeno quanto quella italiana):

Ora che sarai un po’ sola
Tra il lavoro e le lenzuola
Presto dimmi tu come farai ?
Ora che tutto va a caso
Ora non sono più un peso
Dimmi quali scuse inventerai ?

Inventerai che non hai tempo
Inventerai che tutto è spento
Inventerai che ora ti ami un po’ di più
Inventerai che ora sei forte
E chiuderai tutte le porte
Ridendo troverai una scusa
Una in più…

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando Amsterdam non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l’ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora
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