C’è una canzone di Alex Britti, grande chitarrista con la faccia da dinosauro, che sembra scritta da un Erasmus appena tornato da Parigi (ma anche da Oslo, Camerino o Bilbao: piatti tipici a parte).
Si intitola Tornano in mente, chiudeva la mia discussione sulla tesi all’università (non fate commenti sarcastici, please…).
I primi 30 secondi di Tornano in mente da last.fm: http://www.lastfm.it/music/Alex+Britti/_/Tornano+in+mente
Il testo di Tornano in mente:
Parigi era di un bello devastante ed io troppo giovane e testardo,
un fascino accogliente e un pò ammaliante
io ero gia lì, ma ancora distante.
Il grigio che spegneva un pò i colori, l’arte raccontava i suoi dolori
il cibo saporito e coloniale, in mezzo a tanto freddo qualcosa di normale,
i viali coi colori degli artisti e le passeggiate interminabili
momenti a volte belli, a volte tristi sono ancora dentro incancellabili.
E tornano in mente cose di tanti anni fa
ti sembrerà niente però vuol dire che qualcosa ci sta.
Tornano in mente amici di tanto tempo fa
e tutta la gente che ho conosciuto in qualche modo tornerà.
Quando ritornai nel mio quartiere non era più lo stesso neanche lui
le stesse facce, il solito barbiere però qualcosa era diverso ormai,
e passeranno mille primavere e mentre tutto cambia resterà così
ricorderò le cose più sincere, le altre proverò a lasciarle lì.
Ma tornano in mente cose di tanti anni fa
ti sembrerà niente però vuol dire che qualcosa ci sta.
Tornano in mente amici di tanto tempo fa
e tutta la gente che ho conosciuto in qualche modo tornerà.
Ritorneranno forte nella mente momenti che ho vissuto intensamente
e tutta la gente che ho conosciuto in qualche modo tornerà
ti sembrerà niente però vuol dire che qualcosa ancora ci sta.



…ogni volta che leggo qualcosa riferito all’erasmus, ogni volta, anche dopo 10 anni, non solo mi commuovo, ma proprio PIANGO, e non so nemmeno dirti se di tristezza o di gioia, non lo so, è semplicemente un qualcosa, una bolla che sta sempre lì, un po’ come l’ovosodo di Virzì, e che però ogni tanto scoppia e mi fa uscire queste lacrime.
il fatto è che io non sarò mai più la Valentina di quei 12 mesi a Lisbona.
purtroppo.
ciao!
Ciao Valentina,
grazie per aver scritto.
se è vero che l’esperienza dell’erasmus è irripetibile (o almeno lo spirito che la caratterizza), sono convinta che ci portiamo dietro alcune cose – e in alcuni momenti felici, molte cose – di quei mesi.
sono convinta che a ’spizzichi e mozzichi’ sei ancora la Valentina di Lisbona
sono tornata da due mesi… ho ancora una voglia di ripartire indescrivibile, e so che non mi passerà facilmente.
di parole sull’erasmus se ne dicono tante. ma a volte, proprio quando nessuno ne parla, da sola in camera mia ne capisco il senso vero. e nulla c’entra con quello che ritrovo nelle tante parole di chi non l’ha fatto.
rimarremo sempre erasmus, sono convinta.
ciao
a me tutti i gg mi raffiorano i momenti dell’erasmus e sono passati quasi due anni dalla fine,e mi kiedo se questo mio pensiero fisso è dovuto dal fatto di aver trascorso momenti incancellabili o dal fatto ke dal mio ritorno tutto mi sembra monotono e statico..voi ke dite??
ciao nello,
volendo essere pessimisti è la seconda che hai detto!
però senza dubbio pesa molto la nostalgia di quei ‘momenti incancellabili’ e, almeno nel mio caso, il fatto di avere ormai una certa età
@vale:potrei benissimo cambiare la tua frase in
“il fatto è che io non sarò mai più la Marina di quei 12 mesi ad Aachen, purtroppo.” ecco ora piango anch’io.. cavoli se non passa neanche dopo 10 anni, stiamo conciati male ragazzi!!
voglio essere positiva però e credere a quello che dice Fiorella, in qualche modo, qualcosa resta dentro di te. non sarai/sarò la stessa Valentina/Marina ma sarai/sarò una evoluzione di te stessa. d’altronde non si può mai restare sempre uguali.. anche senza l’erasmus saresti/saremmo cambiate.. x cui meglio con che senza, no?
sono il papa’ di valentina..erasmus 2007/2008 a santiago de compostela.
un mese fa valentina e’ tornata in quel luogo indimenticabile…. papa’ l’ha accompagnata e ha vissuto con lei e gli amici cinque giorni stupendi.. indimenticabili. non sono un erasmus ma ho compreso quanto puo’ dare questa esperienza. a tutti. grazie erasmus
e se lo dicono anche i papà, bisogna crederci
Ciao,
ho trovato per caso questo blog e come dice Valentina, l’esperienza Erasmus non la dimenticherò mai anche se sono passati 14 anni e la mia vita ha subito profondi cambiamenti ho dei ricordi molto nitidi e sono contenta di avere ancora qualche contatto con alcuni erasmus che erano all’Universitè de sciences et technologies de Lille da settembre 1995 al marzo 1996. Mi piacerebbe tanto fare un incontro proprio a Lille dopo tutti questi anni ma so che è materialmetne impossibile ritrovarci.
Un saluto.
Ciao Beatrice,
perchè non provare lo stesso? Mi rendo conto che è impossibile recuperare tutti gli erasmus dopo 14 anni ma non è detto che un bel gruppetto non riesca a ricontrarsi.
Ci sono molte rimpatriate che hanno un certo successo grazie anche ai social network (facebook e non solo), le e-mail e il passaparola.
Allora, capodanno a Lille?