La lomografia è l’ultima moda della fotografia analogica. Folgorata sulla via di Damasco ho comprato a Madrid una bella Fisheye no.2 (occhio di pesce).
Senza sapere nulla di fotografia scatto in meno di una settimana 3 rullini (2 pellicole “normali” – negativi- e una diapositiva). Porto tutto al negozio di Madrid che mi sviluppa le foto, formato standard 10×15, in un paio di giorni. Tutto ok? Sì.
Intanto rientro in Italia, porto dal fotografo 2 rullini (un negativo e una diapositiva) già iniziati in Spagna, con gli ultimi scatti fatti in Italia. Recupero le foto al negozio, stesso formato. Tutto ok? No!
Il negativo è stato sviluppato correttamente, anche la diapositiva: infatti mi ritrovo con 39 diapositive, poi sviluppate in formato 10×15, di una bruttezza colossale.
Dopo un rapido giro su google scopro che normalmente:
1) i negativi si sviluppano con un processo chiamato C41.
2) le diapositive con un processo definito E6.
3) le diapositive, per avere i colori brillanti tipici delle lomografie, devono essere sviluppate con il C41, cioè con il processo inverso (in gergo “fotografico” cross process).
Ergo: quando si portano i rullini dal fotografo specificare come vanno sviluppati!
Il Museo Guggenheim di Bilbao.




Ecco perchè sviluppo da solo le mie pellicole
se hai il tempo e la voglia ti consiglio di farlo, la magia della fotografia in camera oscura chiude il cerchio perfetto del tuo lavoro.
allora cerco di trasferirmi al più presto in una casa con una camera in più per svilluppare le foto